CAPRIOLO


(Capreolus capreolus)




Camoscio Cervo ungulati Stambecco



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dalla lezione del 19-9-01 del dott. L. Pedrotti ad aspiranti GEV
e dal volume.............

IL CAPRIOLO (Capreolus capreolus)

Distribuzione e storia: diffuso con la sottospecie Capreolus Capreolus capreolus in tutta Europa, a nord sino al sesantasettesimo parallelo, con l’esclusione dell’Irlanda e delle isole del mediterraneo, a est sino agli Urali, a sud sino all’Asia minore e all’Iran.

> In Italia è presente soprattutto nelle Alpi Centrali e Orientali e in alcuni settori delle Alpi Occidentali e dell’Appenino.
Alcuni autori ascrivono i Caprioli presenti nell’Italia centro-meridionale ad una sottospecie particolare C.c.italicus.

Morfologia: il peso (intero) varia nei maschi da 18 a 30 chili mentre le femmine sono circa 1/10 più leggere.
Il treno posteriore sollevato, il corpo raccolto gli conferiscono una struttura da saltatore; il salto che precede la fuga è una delle caratteristiche del Capriolo.

La struttura del corpo puo’ servire per la determinazione in libertà dei sessi e delle classi di età: il maschio ha il tronco più corto di quello della femmina, il collo più corto e grosso, la testa triangolare. La femmina ha le orecchie lunghe, il collo lungo e sottile la testa più allungata.

Il Capriolo maschio di 1 anno oltre ad avere il muso dall’espressione bambinesca, ha il collo lungo e magro; poi invecchiando il collo si inclina sempre di più e la testa sembra più corta per l’allargamento del cranio; la schiena diventa più diritta mentre nei soggetti giovani la curva del dorso è notevole. Nella femmina, con il passare degli anni il ventre si appesantisce, il collo e la testa smagriscono (la testa sembra più lunga), le orecchie sono portate indietro.

Il mantello presenta in estate una colorazione rossa, diventando grigio-bruno durante l’inverno; il piccolo è macchiettato sino a circa 3 mesi. La colorazione del muso nel mantello estivo puo’ rappresentare un elemento (da alcuni autori questo criterio è oggi messo in dubbio) utile per la determinazione dell’età nei maschi: a 1 anno il muso è uniformemente bruno, senza toni grigi; a 2 anni la faccia è colorata, con fronte scura e parte nasale chiara; a 3—4 anni la faccia è ancora molto colorata, la fronte più grigia, la macchia bianca sfuma verso l’alto nel grigio. A 5-7 anni predomina il grigio che raggiunge l’altezza dell’occhio; una macchia bianca circonda progressivamente l’occhio. Dopo gli 8 anni il muso presenta una tinta unica variante dal grigio ferro al grigio chiaro; gli occhiali sono ben visibili.

In primavera i maschi giovani mutano per primi il mantello (ai primi di maggio) mentre i vecchi lo cambiano pia tardi, verso la fine del mese e anche ai primi di giugno, in soggetti di oltre 8 anni. In autunno ancora i giovani cambiano per primi a partire dagli ultimi giorni di settembre, mentre i piu’ vecchi ancora in novembre.

Per il riconoscimento dei sessi in abito invernale va notato che, se la femmina si presenta con il posteriore, mostra una macchia bianca (specchio) a forma di cuore, con un ciuffetto di peli bianchi dall’aspetto di coda (i Caprioli sono invece anuri, cioè senza coda); lo specchio del maschio appare invece a forma di fagiolo.Neì maschi è inoltre visibile il ”pénnello”. Altri elementi permettono di riconoscere in natura i maschi dalle femmine, in base al comportamento: le femmine quando orinano si accucciano maggiormente; le femmine al pascolo appaiono normalmente più tranquille; nei gruppi invernali la femmina sarà sempre davanti agli altri; durante il periodo degli amori invece la femmina è quasi sempre davanti al maschio; il maschio (soprattutto in maggio-giugno) abbaia più di frequente.

Elemento essenziale ai fini del riconoscimento dei sessi è la presenza, nei soli maschi, dei palchi: dopo la nascita, a 3-4 mesi sono presenti sulla fronte due modeste escrescenze, determinate dalla crescita degli steli che sollevano la pelle; si sviluppano due fusi di piccole dimensioni (2-3 cm. massimo 5 cm.) senza rose, che stirano la pelle a partire da settembre-ottobre e la forano in dicembre-gennaio; sono persi in febbraio per essere subito sostituiti con un nuovo palco (seconda testa).
Nei soggetti più scadenti lo sviluppo puo avere un andamento irregolare, più lento e questi primi palchi possono non crescere, restare sotto la pelle e non essere visibili che a febbraio-marzo, come semplici protuberanze (bottoni).
I palchi di seconda testa si liberano dal velluto in maggio-giugno. I palchi di seconda testa vengono persi in dicembre; da questo momento il C.libererà i palchi dal velluto in marzo-aprile e li perderà in novembre (fine ottobre nei vecchi) Vale sempre comunque la regola che i Caprioli più vecchi puliscono per primi i palchi dal velluto e per primi li perdono.
I palchi di prima testa si è detto sono senza rose e senza ramificazioni e molto corti (2-3 cm) mentre quelli di seconda , nei soggetti migliori di 1 anno devono avere due daghe senza ramificazioni ma con rose (fusone) alte come le orecchie, o avere già una ramificazione (forcuto o 4 punte); un C. di 1 anno, di seconda testa puo’ addirittura avere 6 punte (palcuto) ma naturalmente gli steli saranno molto sottili.
I maschi di 2 anni di terza testa devono avere 4 o 6 punte. Il trofeo sarà al massimo sviluppo in soggetti di 5-7 anni, Dopo i 9-10 regrediscono. Si noti comunque come lo sviluppo del trofeo non rifletta in modo preciso l’età.

I palchi sono normalmente bruno-gialli; la colorazione non sembra dipendere da pigmenti contenuti nelle cellule ma dallo sfregamento contro rami e all’azione dell’aria, del sole e dell’umidità.

Con riferimento alla Fig. 6 si ricordi come nel maschio fino al 5°-7° anno l’oculare e lo stocco sono lunghi e appuntiti, mentre nel maschio in recessione sono corti e ottusi.

La dentatura è importante in quanto le modificazioni e l’usura dei denti permettono di stabilire l’età con buona approssimazione.

La formula denteria dell’adulto è la seguente:
O(1)3 3 / 3 1 3 3 = 32 denti (34 raramente e più spesso 3 1 3 3 nei maschi)

dal terzo al quarto mese appare il primo molare definitivo, nel corso del quinto-sesto il secondo molare mentre il terzo spunta a 11 mesi, 1 anno.
Importante è il terzo premolare in quanto se ha tre lobi l’animale ha memo di 12 resi trattandosi ancora di un premolare da latte.

Da 1 anno in poi presenta 2 lobi e il suo stato di usura, unitamente a quello dei molari permette di stabilire l’età.

L’usura del premolare avviene da dietro in avanti e dall'interno verso l'esterno.
A 2 anni il lobo posteriore del terzo premolare diminuisce d’altezza per sparire a 3-4 anni.
A 5 la superficie è ovale e piana; poi comincia a diminuire il lobo anteriore: a 7 anni il dente è piatto.

A 5 anni scompa­re anche la fessura che divide il lobo anteriore del primo molare; a 6 quella del lobo posteriore; a 7 quella del lobo anteriore del secondo molare; a 8 del lobo posteriore; a 9 e a 10 per i due lobi del terzo molare.

Il maschio presenta ghiandole frontali alla base delle rose utilizza­te durante il periodo degli amori per marcare il territorio; altre sono poste nella gamba, tra gli zoccoli, e all’esterno del garretto ricoperte da una macchia ovale di peli scuri, quasi neri.

Le impronte sono di dimensioni ridotte; i cuscinetti del tallone occu­pano circa 1/3 dell’ impronta.

Il maschio e la femmina sono difficilmente riconoscibili sino a 4 anni; poi il maschio ha pinzette piu’ arrotondate, chiuse al passo, mentre la femmina le ha più appuntite e separate.

Interessante notare come sulla neve resti ben evidente il segno del­l’orina: il maschio orina tra le 4 zampe, la fezmnina tra le 2 posteriori.

Tra i sensi particolarmente sviluppato l’olfatto e l’udito.

Habitat: il Capriolo è un tipico animale da ecotono, ama cioè i boschi contigui e intercalati da coltivazioni e prati, le foreste con radure e tagliate.
Predilige la boscaglia piuttosto fitta, con ampie zone cespugliate in cui è in grado di infilarsi grazie alla sua conformazione da “schlupfer”.
In montagna sale a notevoli altezze d’estate, passando l’inverno entro la foresta: sì muove con difficoltà sulla neve.
I territori piu’ idonei sono quelli con esposizione ad Ovest (ideale Sud-Ovest).

Abitudini alimentari: il Capriolo non è un super ruminante e necessita pertanto di diverse razioni alimentari nel corso della giornata, sino a 8-12.
In estate si nutre anche durante la notte ; normale è il pascolo all’alba, a mezzogiorno e al tramonto.
L’alimentazione consiste in erbe di vario genere, e anche parti legnose, fogliame, gettiti di latifoglie e anche di conifere (abete bianco in particclare).
Durante l’inverno la fibra grezza puo’ rappresentare sino all’80% della razione alimentare, con possibilità di danno alla foresta (minore di quello arrecato dai Cervi).

Comportamento: animale piuttosto prudente, dal carattere inquieto. Durante l’inverno si ha la formazione di gruppi composti da femmina con i piccoli, femmina sottile eventualmente con un maschio. In aprile i maschi adulti tendono ad imporsi sul giovane maschio che lascia il gruppo che si smembra totalmente prima dei parti quando la femmina è lasciata anche dalla figliolanza.


pino cembro


pino cembro


"larasì"


palco di capriolo


alta val Malga


Baitone

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