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sentiero degli invasi dell'Adamello

- "percorso" Edolo -

new - "percorso" Sanfiorano - new

Propongo qui una lunga escursione - di due giorni, con un pernottamento al rifugio Aviolo - che consiste nella "circum-navigazione" delle località interessate dall'impianto idroelettrico di generazione e pompaggio di Edolo.


Edolo-Temù malga Caldea - Avio - Benedetto - passo Gole Larghe - Aviolo - passo Gallinera - malga Stain - monte Colmo - Edolo

(tempi da verificare)
tempo di percorrenza in salita da malga Caldea all'Avio: 1 ora - dislivello: 300 m
tempo di percorrenza da lago Avio a lago Benedetto: 0,5 ore
tempo di percorrenza in salita da lago Benedetto a passo Gole Larghe: 3 ore - dislivello 1000 m
tempo di percorrenza in discesa da passo Gole Larghe al lago Aviolo: 2 ore dislivello 900 m
tempo di percorrenza in salita da lago Aviolo a passo Galinera: 1,5 ore - dislivello m 300
tempo di percorrenza in discesa da passo Galinera a malga Stain: 2 ore - dislivello 400 m
tempo di percorrenza in discesa da malga Stain: a monte Colmo: 1 ora - dislivello 200 m.



Edolo - Temù malga Caldea - Avio -:

Da Edolo si percorre la statale 42 del Tonale e della Mendola fino a Temù, dove si gira a destra al bivio di fronte alla piazza adiacente al municipio; si scende, si attraversa il fiume Oglio, si va avanti lungo il corso del fiume (in discesa) e dopo un centinaio di metri (prima del ponte sul torrente Avio) si gira a sinista seguendo le indicazioni per il rifugio Garibaldi.

Si prosegue per circa due Km, quindi, dove la strada diventa piana, proseguendo diritta e asfaltata, si prende il bivio a sinistra su una strada sterrata; seguono circa 3 km di strada prevalentemente non asfaltata ed un po' stretta e con qualche tratto con pendenze oltre il 12%.

Con qualche precauzione è però percorribile anche con auto non 4 x 4; dopo i temporali occorre fare attenzione (oltre che alla caduta massi o frane) alle cunette che si formano sulla carreggiata.

Se si preferisce andare a piedi sulla strada sterrata, si può parcheggiare sui pochi slarghi della strada asfaltata immediadamente prima o dopo il bivio, il tempo necessario a raggiungere malga Caldea è di circa 45 minuti.

Il percorso viene decritto riportando l'ottima descrizione che viene fatta nel volume:
S.Frattini C. Contino - ESCURSIONI NEL PARCO DELL'ADAMELLO - CIERRE edizioni - 1995 -

Parcheggiata l’auto poco dopo Malga Caldea, si prosegue a piedi passando alla base dell’alto gradino roccioso che sbarra la valle, per poi risalire sul fianco opposto lungo la strada che, da un po’ di anni, ha sostituito la storica, aspra mulattiera, detta “la Segosta”.

La nuova strada, che si inerpica ad ampi zig-zag, è riservata ai mezzi di servizio che salgono agli impianti idroelettrici dei laghi d’Avio, le acque dei quali, se fossero libere di scendere nel fondovalle, precipiterebbero per ben 300 m.
Se ciò dovesse avvenire si tornerebbe ad ammirare, dopo tanto tempo, quella

“... serie di spettacolari cascate, ciascuna delle quali in un altro paese potrebbe diventare famosa,”

che Douglas William Freshfield ricorda nel suo bellissimo "ltalian Alps" del 1875.

La vegetazione che ricopre il pendio che fiancheggia il salto di rocce dell’antica cascata è per lo più costituita da un cespuglieto alto e rado, con prevalenza di ontano di monte e presenza significativa di lampone, sambuco rosso e della non comune Lonicera nigra.

Qua e là si incontrano inoltre sparsi larici, abeti rossi, salici appendicolati e betulle di due specie molto simili: la “solita” Betula pendula e la rara Betula pubescens, diffusa peraltro anche più avanti, fino a Malga Lavedole.

Tra le tante specie erbacee si notano invece per la loro appariscenza Aconitum vulparia, Epilobium angustfolium, Senecio fuchsii, Digitalis grandiflora, Cirsiurn erisithales, Campanula spicata, Dianthus sylvestris e le grandi ombrellifere Heracleum sphondilium, Angelica sylvestris e Laserpitium krapfii ssp. gaudinii.

Raggiunta “la Palazzina” (1904 m; ore 0.50) nei pressi del Laghetto dell’Avio si prosegue alla base del Corno di Mezzodì lungo la strada sterrata pianeggiante che costeggia la sponda occidentale dei laghi artificiali creati nel fondovalle tra le due guerre.
Il panorama è decisamente mutato: la vallata, specialmente verso la testata, si amplia in una vastissima conca contornata da alti monti.

Tra essi spiccano: la Cima Plem, sotto la quale si nota la grande diga del Lago Pantano, l’Adamello, con le sue vertiginose pareti nord e ovest e, sull’opposto fianco della valle, le cime dei Frati, della Calotta e di Salimmo.

Ancora nel Settecento il Laghetto d’Avio veniva abilmente sfruttato per portare a valle il legname. Si legge infatti nella Guida alpina della Provincia di Brescia del 1889 che al suo “.... sbocco sta il vano d’una porta formata nella nuda roccia, in parte dalla natura, ed in parte dall’uomo, e che ha ai lati ancora giganteschi cardini.
Nel secolo scorso veniva chiusa per rialzare il lago, immettervi i superbi larici e farli poscia, aprendo la diga, precipitare lungo la valle nell’Oglio sotto Temù”.

Poi, tra le due guerre, iniziò lo sfruttamento idroelettrico della valle. Con la costruzione delle dighe fu aumentata la capacità del Laghetto dell’Avio e del Lago d’Avio.

Venne inoltre creato il Lago Benedetto, sommergendo il vasto pianoro paludoso e pascolivo di Malga di Mezzo, che ci piace ricordare ricorrendo ancora una volta alle parole di D. W. Freshfield "entrammo su uno di quei ripiani tanto frequenti nel gruppo". (nota mia: mi permetto, umilmente, di correggere l'autore perchè Freshfield si riferiva alla malga Lavedole e non alla malga di Mezzo).

"La sua liscia distesa prativa brulicava di vacche e capre, riunite per la notte intorno alla capanna del pastore. Due torrenti, uno grigio figlio di ghiacciai, l’altro chiaro nato da una sorgente, si lanciavano giù, dietro a noi, in splendide cascate. In fondo l’Adamello alzava il suo corno di ghiaccio”.

Con la comoda strada sterrata pianeggiante si percorre prima la sponda occidentale del Laghetto dell’Avio (1869 m) e poi quella del ben più vasto Lago d’Avio (1900 m).
Si risale quindi il breve gradino che porta al Lago Benedetto (1929 m) e si continua in piano, incontrando subito dopo la Malga di Mezzo e il bivio con il sentiero n. 35.

La vegetazione dei pendii che fiancheggiano i bacini è in prevalenza formata da folti cespuglieti di Alnuss viridis, con presenza rilevante di Pinus mugo, Pinus uncinata e Salix appendiculata, a cui si alternano minuscoli lembi di lariceto rado.

Sul breve pendio che dal Lago d’Avio sale al Lago Benedetto i larici (Larix decidua) si infittiscono e compaiono anche i primi cembri (Pinus cembra) che si ricollegano al cospicuo popolamento localizzato sulle rupi sovrastanti.
Assieme agli sparuti lembi di lariceto già ricordati rappresentano i resti dei vasti boschi di lanci, pecci e cembri che si estendevano, diversi secoli or sono, attorno ai laghi, come è stato recentemente dimostrato da Giuseppe Berruti e Ornello Valetti con uno studio basato su documenti storici.

Dei tre laghi artificiali il primo che si incontra, il Laghetto dell’Avio, è lungo 360 m, largo 160 m profondo 14 m; contiene 370.000 mc. di acqua.

Il Lago d’Avio, che è il secondo, raggiunge invece la profondità di 79 m, è lungo 985 m, largo 570 m e contiene ben 25.350.000 mc. di acqua.









Sigosta


Sigosta


malga Caldea


malga Caldea - Avio


ex funivia Fondovalle-Avio


ex funivia Fondovalle-Avio


malga Caldea


Avio


Avio


Avio




passo del lunedì
sullo sfondo:
passo Gole Larghe


opera di presa Avio


opera di presa Avio


diga Benedetto

- Avio - Benedetto -:

Il terzo, il Lago Benedetto, è profondo 46 m, lungo 795 m e largo 580 m; ha una capacità di 7.710.000 m. Il colore delle sue acque, ancor più di quelle del Lago d’Avio, è grigiastro per la presenza di molto limo in sospensione, al quale in gran parte si deve il naturale interramento dell’antico lago di escavazione glaciale.

Quando, tra il 1935 e il 1940, venne realizzato il lago artificiale (che prende il nome dall’ingegnere Fernando Benedetto, artefice dell’impianto) qui si estendeva infatti, ormai da secoli, un vasto pianoro erboso e paludoso che già Freshfield ebbe a ricordare.

I laghi della Valle dell’Avio (escluso il Laghetto), oggi non più utilizzato, alimentano la centrale idroelettrica di Edolo, una delle più potenti in Italia (1000 MW).
Nei periodi di surplus energetico (ad esempio di notte) essa è anche in grado di ripompare quassù l’acqua raccolta nel vascone di fondovalle.

In questo modo la stessa acqua può nuovamente essere impiegata per produrre energia elettrica nei momenti di maggiore richiesta, i due serbatoi di alta quota (Lago Venerocolo e Lago Pantano), prima di immettere le loro acque nel Lago Benedetto, alimentano però la centrale idroelettrica situata sulla sponda orientale di quest’ultimo.

Fin verso il 1980, prima della costruzione della centrale di Edolo, il sistema idroelettrico dell’Avio alimentava invece la centrale di Temù, ora non più utilizzata.

Praticamente quasi tutti i manufatti "idroelettrici" visibili dall'Avio e fino al Benedetto sono stati costruiti per l'utilizzo dell'acqua della val d'Avio nella centrale di Temù.

Con la costruzione della centrale di Edolo si è prelevato l'acqua, anzichè dal Laghetto d'Avio come avveniva con Temù, direttamente, con una nuova grande opera di presa, sulla sponda sinistra del lago d'Avio:
immediatamente a monte della diga, lungo la strada che costeggia il lago, è visibile il manufatto posto alla sommità del pozzo dell'opera di presa, sede della paratoia in testa della galleria di derivazione.



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da passo gole Larghe


da passo gole Larghe


da passo gole Larghe



- Benedetto - passo Gole Larghe - Aviolo -

Si prosegue lungo la sponda (sinistra orografica) del Lago Avio e successivamente del Benedetto, dopo aver oltrepassato la "baita" della malga di mezzo (baita costruita dalla Soc. Elettrica Cisalpina in sostituzione della precedente che era ubicata sul gradone che incombe sul lago Avio, dove ora si trova la base della diga Benedetto) si attraversa un ponticello di legno sul ruscello che scende dal passo di gole Larghe, quindi si gira a destra seguendo la segnalazione CAI sentiero n° 35 e si inizia la lunga salita (da 1940 m s.l.m. a 2804).

Durante tutto il percorso si gode di un panorama impareggiabile su tutta la val d'Avio, la valle dei Frati, le valli Incavate, il Salimmo, la Calotta.

Raggiunto il passo, ci appare in tutta la sua imponenza la cima Aviolo, mentre alla sua destra lo sguardo spazia fino alla chiazza bianco lucente del gruppo del Bernina - Disgrazia.

La discesa è ripida, ma facile e rapida, solo molto in basso appare il laghetto dell'Aviolo...

La nostra ipotesi prevede ora il pernottaento al rifugio Aviolo, anzi al RIFUGIO SANDRO OCCHI al lago Aviolo, come è stato recentemente denominato.


da passo gole Larghe


da passo gole Larghe


da passo gole Larghe




da passo gole Larghe


da passo gole Larghe


da passo gole Larghe






cima Aviolo


ex scarico fondo


ex scarico fondo


passo Galinera


passo Galinera


passo Galinera


Val Galinera

- Aviolo - passo Gallinera - malga Stain -

Raggiunto il lago Aviolo vediamo il muretto di contenimento posto all'incile del lago (dighetta), con l'opera per il rilascio della portata minima vitale del torrente e nelle vicinanze il fabbricato dell'opera di presa che preleva l'acqua del lago circa un metro sotto il pelo libero, per immetterlo nella galleria in pressione Avio-Edolo

La galleria attraversa "trasversalmente" la valle dell'Aviolo ad una quota di oltre 100 m inferiore a quella del lago ed è collegata all'opera di presa tramite un pozzo inclinato capace di convogliare una portata fino ad massimo di 1 mc/sec.

L'altro fabbricato in riva al lago posto verso il centro della valle, che attualmente ospita il gruppo elettrogeno del rifugio, era sede del pozzo contenente la paratoia di svuotamento del lago.

Occorre ricordare che il laghetto dell'Aviolo non è "naturale" ma è stato ottenuto dalla piana alluvionale sovrae scavata dai ghiacciai, completamente colmata da sabbia e limo nel corso dei millenni successivi, tramite fluitazione idraulica attraverso una galleria collegante un pozzo ricavato sulla barra tonalitica di contenimento sia all'esterno che al "catino" sovraescavato

Il lavoro di svuotamento della sabbia venne eseguito dalla Società Generale Elettrica Cisalpin negli anni 1935-1936; dopo aver rinunciato al progetto di costruire una o più dighe (una per ogni piana alluvionale) per alimentare una centrale da porre sulle pendici di monte Colmo, con lo scarico nel bacino dell'impianto Temù - Sonico.

Con lo scarico di fondo realizzato si accumulava nell'Aviolo l'acqua durante l'estate, e nelle ore notturne per utilizzarla in inverno e nelle ore diurne nella centale di Sonico.
Tuttavia, in questo modo risultava non utilizzato il dislivello tra la quota 1935 e circa 1100 m s.l.m.
Con l'utilizzo dell'acqua dell'Aviolo nell'mpianto di Edolo, il salto non utilizzto risulta essere di soli 25/60 m.

All'Aviolo, sotto il gradone glaciale su cui è posto il lago esiste la "finestra" di accesso alla galleria in pressione Avio - Edolo; lateralmente esiste ancora il fabbricato della ex cabina elettrica MT/bt di cantiere.

Dal lago Aviolo proseguiamo, in salita, verso il fondo della valle con il sentiero CAI n° 21, prima sul lato destro orografico del lago e successivamente sul lato sinistro della seconda piana alluvionale; si transita di fronte all'"osservatorio faunistico" (ex malga), si sale sui detriti alluvionali laterali, quindi, in corrispondenza del costone erboso si gira a destra, iniziando la ripida salita verso il passo Galinera.

La prima parte si sviluppa su ripido pendio verde per l'erba e per gli ontani verdi ai lati: in continui tornanti a zig - zag; successivamente, dopo un breve tratto meno ripido, si sale in mezzo a minuta morena con chiazze di verde sempre più rade, spostandoci sulla nostra destra fino a lambire le rocce, quindi ci si sposta a sinistra per imboccare una stretta "valletta" che porta rapidamente al passo.

Dal passo, girando a sinistra e attraversando in diagonale il pendio, raggiungiamo, in 5 minuti lo sperone roccioso sul quale è stato installato il bivacco Festa.

Per dirigerci verso malga Stain, dal passo proseguiamo in discesa lungo il sentiero 21, prima sul costone erboso, quindi aggirando, sulla destra il gradone, fino ad arrivare al cono di deiezione morenica del passo; si prosegue lungo la linea di massima pendenza fino alla base delle rocce della cima Aviolo.

Si inizia quindi l'attraversata della sponda destra della valle (attenzione al primo tratto che sale su un roccione che precipita verso il torrente sottostante), prima tra modesti arbusti di ontano verde, quindi si inoltra nel bosco di larici ed abeti in prevalenza.

Nei pressi dello spartiacque verso la valle Grandi, immediatamente prima di malga Stain, si lascia il sentiero n° 21 e, salendo un centinaio di metri si raggiunge la malga stessa.






condotte


malga Stain


malga Stain



- malga Stain - monte Colmo - Edolo

Da malga Stain (1830 m s.l.m.) in circa mezz'ora, sul bel sentiero panoramico, raggiungiamo il tornante della strada di monte Colmo posto a quota 1600 m s.l.m. circa.

A monte Colmo, dell'impianto di Edolo possiamo vedere:

  • La sommità del piezometrico di monte, a quota 1930 m s.l.m. (oltre tutti i ponti-radio e TV) - accesso ultimo tratto solo a piedi, proseguendo sullo sterrato oltre la strada asfaltata.
  • La finestra n° 2 della galleria di derivazione (la n° 1 è quella dell'Aviolo), a quota 1810 m s.l.m. circa: al termine della strada asfaltata di monte Colmo.
  • La "camera delle valvole a farfalla", a quota 1650 m s.l.m. circa, da dove fuoriescono le due condotte forzate.
  • Le condotte sono in trincea, visibili all'esterno, dalla camera valvole al piazzale di quota 1350 m s.l.m. circa, dopo di che sono in galleria fino alla centrale.
  • Le "finestre" di condotta alle quote: 1275, 1195, 1008 m s.l.m.
  • Dalla strada di monte Colmo si può inoltre osservare:
    - la vasca di accumulazione.
    - la traversa sul fiume Oglio
    - le linee 380 KV in uscita dalla centrale.

Il "giro" dovrebbe ora completarsi con una "visita guidata" alla centrale .
BUONA VISITA ! !

descrizione centrale Edolo


condotte - vasca


vasca


traversa


sfioro




centrale: esterno


centrale: esterno


centrale: esterno



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