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cima Plem

Ponte Faeto: rifugio Val Malga

malga Premassone

malga Frino

malga Miller

rifugio Serafino Gnutti

stambecco

Baitone, Bianco, Rotondo, Verde

cima Plem
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PONTE DEL GUAT- CIMA PLEM
da - 1528 m s.l.m. - a - 3182 m s.l.m.-
sentieri: n° 23 e n° 31
tempo di percorrenza in salita: 6 ore
dislivello: m 1654
Si parcheggia l'automezzo a Ponte del Guat; il problema del posto auto si pone solo in pieno ferragosto,
per il resto dell'anno si trova facilmente in quanto c'è posto per parecchie decine di mezzi.
Nel primo tratto (un quarto d'ora di cammino) c'è una strada sterrata, percorribile
anche con fuori strada (traffico consentito ai soli autorizzati: servizio malga, rifugio, forestale ecc.), fino
alla malga Premassone (m 1585) dove, nei mesi estivi, è aperto un nuovo Ristoro-Rifugio
con vendita di prodotti locali di malga.
Aggiorno: si può raggiungere in auto malga Premassone se si vuole usufruire del parcheggio a pagamento agibile dal 2002 (credo).
Si attraversa quindi il torrente Remulo seguendo la strada sterrata, e si prosegue per quella fino a
ritornare di nuovo in sponda orografica sinistra; a questo punto termina la strada sterrata
ed inizia la vecchia mulattiera.
Si prosegue lungo la mulattiera, in mezzo a vegetazione arborea anche di alto fusto; in circa un quarto
d'ora si raggiunge malga Frino, dove si sono alcune baite di malga ormai quasi completamente diroccate,
poco più avanti, si incontra un enorme masso erratico sul quale è stata posta una statua mariana.
dalla Scheda: percorsi didattici in Valle Camonica - Distretto Scolastico N. 37 - itinerario N. 4 del parco dell'Adamello - Comunità Montana di Valle Camonica - Regione Lombardia
ASPETTO BOTANICO
All’ingresso della Val Malga si riscontrano testimonianze dell’alta potenzialità antica del faggio (Ponte Faeto); oggi ne rimangono alcuni nuclei a Sbriser ed alla Boiana.
Sul versante sinistro ampio bosco ceduo che si sovrappone a nuclei consistenti di abeti bianchi e rossi.
Lungo il torrente Remulo, tra il Faeto e il Guat, è ancora interessante notare l’ontano bianco e l’ontano nero.
E tuttavia a Malga Frino che si notano gli alberi più famosi della Val Malga: una decina di esemplari di abete rosso, tra i più vecchi e spettacolari, considerati monumenti regionali e collocati a pochi metri dalle baite, quasi a segnare il limite ultimo della vegetazione d’alto fusto.
Oltre, difatti, si scorgono dei larici pionieri, dei cespugli, e grandi macchie di
rododendro.
Da notare qua e là qualche pino mugo, silvestre e cembro.
Da malga Frino, nei pressi della quale si trovano alcuni colossali e vecchissimi abeti rossi dichiarati monumento naturale della regione Lombardia, termina anche la mulattiera e si prosegue lungo uno stretto sentiero, abbastanza
agevole e visibile, tranne qualche tratto in cui, dopo gli eventi alluvionali del 1987, si interseca
col torrente, è comunque ben segnalato.
Dopo una decina di minuti di percorso, il sentiero abbandona sulla sinistra il torrente e si inerpica
sul pendio alla nostra destra: è il tratto nuovo di sentiero tracciato dopo l'alluvione del luglio-agosto
1987; sale d'apprima abbastanza ripido, quindi, dopo alcuni tornanti, si sposta a sinistra con un
tratto pianeggiante, e quando ricomincia a salire si raccorda finalmente con il vecchio tracciato.
.
Si riprende quindi a salire decisamente sul tracciato definito "le scale del Miller", attraverso ripidi
e ripetuti tornanti nel sentiero tutto a gradoni, incastonato tra lo sperone che delimita il torrente
e la ripida roccia sulla nostra destra.
Il sentiero prosegue in questo modo fino a che si raggiunge la sommità del gradone glaciale, a
quota quasi 2000 m s.l.m.; a questo punto si sbuca improvvisamente nella parte meno ripida
della valle del Miller.
Il sentiero prosegue al limite del gradone, dove in basso scorre il torrente, mantenendosi su dossi
e rocce montonate; poco più avanti si incontra, sulla nostra destra, un grande crocifisso; proseguendo
si raggiunge il bivio del sentiero che porta al passo di Coppo e quindi verso malga Casentia di Saviore,
(sentiero n° 86) oppure, scendendo subito dopo il passo, a malga Macesso di sopra in val Salarno.
Proseguendo, il sentiero attraversa il torrente e spostandosi ulteriormente sulla sinistra,
raggiunge e supera le baite dell malga Miller, adesso sale con pendenze modeste, praticamente
in centro alla valle, e dopo circa dieci minuti si raggiunge il
rifugio Serafino Gnutti.
Dal rifugio, si prosegue transitando presso la ex cabina elettrica (sembra una chiesetta) ora rifugio invernale,
si attraversa il ponticello sul torrente artificiale che scende dallo sbocco della galleria proveniente da Baitone
(e dall'alto Miller) e si segue il segnvia n° 23 per il passo Adamello (sentiero attrezzato "Terzulli").
Si prosegue lungo questo sentiero fino a quando si trova un bivio sulla sinistra; si abbandona il
sentiero 23 e si prende il sentiero n° 31.
Si sale quindi in direzione dello spartiacque tra Miller e Baitone, prima in sentiero ben visibile nel pendio
erboso, successivamente meno visibile lungo le rocce del coster di destra della Valle del Miller.
Non si può comunque sbagliare, indipendentemente della visibilità del sentiero in quanto ci si dirige verso
la parte più bassa dello spartiacque, a sinistra della cima Plem e a destra del corno del Cristallo,
che sono le due cime adiacenti più alte che si vedono dalla salita.
In meno di due ore e mezzo si dovrebbe, dal rifugio raggiungere il passo; notvole è la vista dal
passo verso la valle del Baitone: dal corno delle Granate a tutto l'arco dei monti che coronano l'alta
conca del Baitone, con i suoi splendidi laghetti!
Dal passo si segue lo spartiacque, rimanendo immediatamente a valle del gradone e seguendo
l'andamento della montagna, fino a raggiungere un canalone alla base della cima di Plem, si sale,
con qualche precauzione lungo questo canalone, quindi si prosegue fino alla sua sommità (bella vista sulla
valle del Baitone, quidi si piega a destra su un piano inclinato roccioso provvisto di cenge ben percorribili,
fono a raggiungere la grossa morena.
Si sale ancora, in diagonale, fino a raggiungere la cima, sulla quale è installata una piccola
struttura in ferro con una piccola campana.
L'accesso alla cima è agevole e non necessitano attrezzature particolari, a condizione che la calotta di nevato
non copra la roccia che dal punto in cui abbiamo la vista sulla valle del Baitone, raggiunge la morena,
qualora sia ancora innevata sono necessarie nozioni e pratica alpinistica adeguate, nonchè piccozza e ramponi.
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cima Plem

Ponte del Guat

masso erratico di malga Frino

diga Miller

lago Miller

rifugio Serafino Gnutti

laghi: Bianco, Rotondo, Lungo

cima Plem
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