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pompe svaso lago d'Arno
 centrale di Cedegolo - 1910

centrale di Campellio

centrale di Campellio

lago d'Arno

bassa valle Adamé

sfioro traversa |
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Utilizzo dell'energia prodotta dagli impianti del sistema Poglia ed Avio negli anni immediatamente successivi alla loro costruzione. (16)
L'energia prodotta è ceduta quasi esclusivamente a grandi Società di distribuzione dell'Alta Italia ed anche dell'Italia centrale, specialmente per integrazione dell'energia invernale ed estiva delle rispettive regioni.
Tra queste società ricorderemo: la Società Generale Italiana Edison - la Società per Imprese elettriche Conti - la Società Forze Idrauliche di Trezzo/Crespi - la Società Brioschi per Imprese Elettriche - la Società Elettrica Bresciana - la Società Elettrica Bergamasca - la società Orobica - la Società Adriatica di Elettricità - la Società Ligure Toscana di Elettricità - la Società Mineraria ed Elettrica del Valdarno, ecc.
La Società Adamello vende per altro direttamente energia anche ad alcune grandi industrie quali gli Stabilimenti Metallurgici di Dalmine (presso Bergamo) e quelli Murachelli e Tassara in Valle Camonica.
Un poderoso sistema di condutture è stato costruito per tale distribuzione; di esso fa parte una doppia palificazione - ciascuna a due terne - che congiunge le centrali della Val Camonica con la sottostazione di Ciserano (presso Bergamo), distante circa 85 km.
Da questo centro si dipartono tre terne destinate all'allacciamento a Monza e a Sesto (Milano) rispettivamente con le Società Conti ed Edison, mentre, pure a Sesto, esiste un collegamento con le reti del Piemonte, attraverso le linee della Società Idroelettrica Breda.
Dallo stesso centro parte una linea (a doppia terna) destinata agli stabilimenti di Dalmine ed un'altra che alimenta la Società Trezzo/Crespi.
Infine, dalla detta sottostazione di Ciserano, una linea (a doppia terna) si diparte per alimentare le sottostazioni di Pandino (Società Trezzo/Crespi) e di Lodi (Società Brioschi) e prosegue poi (con una sola terna) per la sottostazione di Piacenza (che fornisce energia alla Società Brioschi) e per quella di S. Polo d'Enza.
Da questa: una linea parte per Bologna, per unirsi agli impianti della società Adriatica, un'altra linea (a doppia terna) si connette alla centrale di Predare della Società Ozola, colla quale gli impianti dell'Adamello funzionano in parallelo.
Tale centrale è munita di gruppi costituiti da alternatori a 42 periodi ed a 50 periodi, coassiali, accoppiati colla stessa turbina, in modo che è possibile inviare l'energia idraulicamente producibile da questo impianto, sul circuito a 42 periodi sopra descritto, o su quello a 50 periodi della regione Toscana.
Inoltre, attraverso questi gruppi di alternatori, è possibile inviare l'energia proveniente dall'Adamello nella regione Toscana o viceversa.
Poiché gli impianti della toscana sono , a loro volta, connessi con quelli della regione Umbra, si può asserire che, attraverso la detta centrale, è possibile la trasmissione dell'energia dalla regione alpina a tutta l'Italia centrale e reciprocamente.
Tale trasmissione diverrà però ben altrimenti efficace e poderosa quando sarà ultimata la nuova grande linea a 125000 Volt che, partendo da Temù, punterà direttamente su S. Polo d'Enza toccando Cedegolo e Gorlago e che, mediante tre sottostazioni di trasformazione da 125 a 70 mila Volt, poste a S. Polo, Gorlago, Cedegolo, alimenterà la sopra descritta rete di distribuzione a 70000 Volt.
(16) Annali del consiglio superiore delle acque, anno 1923, volume V fascicolo 2
Diga Benedetto
A seguito del buon risultato ottenuto alla malga Dosazzo ed al piano d'Aviolo nello svuotamento idraulico della sabbia che riempiva le rispettive piane alluvionali, nel 1937 venne intrapreso lo stesso lavoro immediatamente a monte del lago d'Avio nel piano di Malga di Mezzo.
Venne scavata una galleria nel gradone roccioso che separa il lago d'Avio dalla piana sovrastante della malga di Mezzo, sotto il livelo del lago d'Avio e sotto il livello della piana alluvionale di circa 25 m.
Anche in questo caso, come già al Dosazzo, venne scavata una galleria partendo dalla roccia che sovrasta il lago d'Avio, fino a raggiungere un pozzo di approccio sull'incile e poi, dal fondo di questo si è scavato verso monte per raggiungere la sabbia da evacuare;
sono stati tolti circa 800000 m3 di materiale che hanno trovato posto nella conca naturale del lago d'Avio senza influire sulla capacità utile dello stesso.
Sopra il pozzo è stata poi costruita la diga, denominata del Benedetto in memoria dell'ing. Fernando Benedetto, direttore tecnico della società Adamello prima e poi della Cisalpina, che fu l'ideatore di questi procedimenti di fluitazione idraulica dei depositi fluvio-lacustri già realizzati anche a Salarno e all'Aviolo.
E' una diga a gravità massiccia costruita in muratura di pietrame con malta di cemento, andamento leggermente arcuato, lunga al coronamento 320 m circa ed alta m 38.
Rispetto alle dighe fino ad ora costruite presenta alcune novità in quanto non è stata provvista di manto Lévy ma di un sistema drenante con canne verticali poste all'interno del corpo diga, a valle del paramento di monte, il quale viene realizzato in bolognini di granito con intasamento di calcestruzzo.
La capacità utile del serbatoio è di circa 7,5 milioni di m3.
Nei primi anni cinquanta nel lago Benedetto vennero convogliate le acque della presa sul torrente Narcanello e delle valli: Seria, dei Buoi, del Salimmo e Incavate; complessivamente il bacino imbrifero allacciato è di circa 20 Km2, tramite una galleria della lunghezza di circa 8 Km con portata massima di oltre 3 m3/s; in questo modo la centrale di Temù usufruisce di un bacino di alimentazione quasi doppio rispetto all'originario di 25 Km2 e quindi aumenta notevolmente la sua producibilità raggiungendo i 100 milioni di KWh.
"archivio Ghislandi" - Appunti:
In una lettera del 13 Agosto 1952, la SALCI scrive alla Edison per dire che lo scavo della galleria del Narcanello, previsto per un costo di £ 8.800 al metro cubo, è risultato, a consuntivo di £ 22.700.
Velocità media di avanzamento: 3 metri al giorno.
Nel periodo febbraio - giugno 1951 il costo risultò del 25% superiore alla media.
Anni 1949-50 e 1950-51 cantiere aperto anche d'inverno.
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Durante questo lavoro, il 4 febbraio 1951 si verificò un infortunio gravissimo: perirono quattro operai contemporaneamente a causa dello scoppio ritardato di una mina.
Questa derivazione venne realizzata dopo che la Edison modificò il progetto relativo ad un impianto denominato "altissimo Oglio" e che avrebbe dovuto utilizzare, oltre alle acque del torrente Narcanello quelle delle valli in sponda destra orografica: valli di Viso, delle Messi con il lago Nero del Gavia come serbatoio, valle di Cané e val Grande, con centrale a Temù.
Sarà ancora questo progetto, escluso il Narcanello già utilizzato, ad essere ripreso dall'Enel al termine dei lavori per la costruzione dell'impianto di Edolo, con lo scopo di riutilizzare la centrale di Temù; venne fatto uno studio di fattibilità completo di studio di impatto ambientale, negli anni 1985-86, ma l'opposizione degli enti locali e della popolazione lo fecero accantonare.
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